È comune il pensare di tutti i credenti che l'Eterno mandi il bene e il male, benedice e maledice, dà la vita e dà la morte. Nel mondo pagano c'erano idoli per ogni esigenza e aspetto della vita.

Erano divisi in due gruppi, quelli per il bene e quelli per il male. In Roma c'era il dio bifronte Giano con il volto della pace e con quello della guerra.

Nell'Oriente c'erano le trinità che rappresentavano il dio della creazione, della distruzione e della conservazione. Israele aveva un solo Dio e lui si faceva risale tutto e il suo contrario.

Come i popoli circonvicini attribuivano alle loro divinità la guerra che dovevano fare e facevano, con lo stesso linguaggio lo scrittore bibblico attribuisce all'Eterno la conquista di Canaan e quant'altro avveniva.

Se il Dio della Bibbia è il Dio di luce nel quale non c'è tenebra alcuna, è il Dio della vita, in conformità alla sua natura, al di là delle espressioni che gli scrittori sacri utilizzano, non può essere il Dio che dà la morte.

Il volto di Dio affronta questa tematica che ha travagliato la Chiesa attraverso i suoi secoli di storia.